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Stazione sismometrica "Belgrano II"

Base "Belgrano II"
in fondo a sinistra
il Mare di Weddell


rompighiaccio "Kapitan Dranitsin"
parte l'elicottero con le provviste


il mare dalla base "Belgrano II"
in fondo confuse fra i ghiacci si scorgono le due navi


dalla capannina del sismografo verso SUD (foto: M.Plasencia)

ASAIN - Antarctic Seismographic Argentinean Italian Network

Sempre più a Sud
Inaugurata il 16 gennaio 2009 la nuova stazione sismometrica BELA annessa alla base permanente dell'Esercito Argentino "Belgrano II" (lat. 77° 52' Sud, Lon. 34° 37' Ovest), a 1350 km dal polo.

La base "Belgrano II" è la base argentina più meridionale. È una delle poche basi permanenti operanti a sud del circolo polare antartico, è stata fondata dagli Argentini il 5 febbraio 1979, sorge sul "Nunatak Bertrab". Il "nunatak" è un isola di granito che sporge da un ghiacciaio, nel caso specifico si tratta della calotta polare che in quel punto scende nel Mare di Weddell; tutto attorno crepacci, venne scoperto dalla spedizione tedesca di Wilhelm Filchner nel 1912 e dedicato al generale O. Von Bertrab.
Vi si accede dal mare con l'ausilio di un rompighiaccio e per l'ultima decina di chilometri non c'è che l'elicottero. Il sismografo di "Belgrano II", seconda installazione fissa più meridionale dopo quello della base Statunitense al Polo Sud, ha iniziato a funzionare il 16 gennaio alle 08:00 UTC.

Nei primi giorni di funzionamento (28 febbraio 2009 alle 14:33) un terremoto verificatosi nella zona delle Isole Sandwich Australi (magnitudo 6.3) ha dato conferma del perfetto funzionamento di tutta la rete ASAIN, e del sismografo della base "Belgrano II" in particolare: si tratta di un Güralp CMG-3ESPC.

L'operazione di installazione del sismografo è stata coordinata con l'IAA (Instituto Antartico Argentino) ed è stata completata in soli due giorni, essendo l'accesso alla base particolarmente critico, ogni anno si tratta di una toccata e fuga. Il Mare di Weddell infatti è quasi totalmente ricoperto dalla banchisa polare perenne, mentre solo la costa orientale è accessibile per breve tempo durante l'estate australe con l'indispensabile ausilio di un rompighiaccio. Una volta all'anno si organizza il cambio del personale e l'invio dei rifornimenti: in quei due giorni bisogna fare tutto; appuntamento al successivo cambio, previsto esattamente tra un anno, in occasione del prossimo passaggio del rompighiaccio. Qui la temperatura non supera mai lo zero e durante l'inverno tocca i -54°C con venti che superano i 200 km/h. Per tutto questo tempo, il personale dell'Esercito Argentino e pochi ricercatori accudiranno le apparecchiature scientifiche pronti ad intervenire qualora le linee di comunicazione satellitare che inviano i dati in tempo reale all'OGS rilevino qualche malfunzionamento non rimediabile via internet.

La stazione trasmetterà i dati pure al Centro Europeo ORFEUS di Utrecht, analogamente alle altre stazioni ASAIN (Esperanza, Orcadas e San Martin) collegate in tempo reale con ORFEUS, OGS e Instituto Antartico Argentino dal 2005.

L'installazione del sismografo alla base "Belgrano II" completa il programma italo argentino per la realizzazione di una rete sismografica nel Mare di Scotia e aree circostanti.

Il primo passo fu compiuto nel 1992 con l'installazione di una stazione sperimentale nella base argentina Esperanza (ESPZ) e da allora il progetto "Sismologia a larga banda nella regione del Mare di Scotia" è stato finanziato senza interruzione dal PNRA nell'ambito del Settore di Ricerca "Geodesia e Osservatori".

In seguito sono state messe in funzione altre sei stazioni, tra il 1995 ed il 2009, e la rete ASAIN è divenuta l'elemento sperimentale chiave del programma scientifico per lo studio sismologico della regione del Mare di Scotia sviluppato in ambito PNRA. Il relativo database, integrato con dati rilevati utilizzando altri metodi geofisici, costituisce il principale strumento utilizzato dai ricercatori dell'OGS e del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Universita' di Trieste per ottenere nuove informazioni sulle caratteristiche litosferiche ed i processi tettonici in atto nel Mare di Scotia e nelle regioni limitrofe.

I dati contenuti nel database possono inoltre risultare utilissimi nel quadro di ricerche volte ad una analisi comparativa dei fenomeni presenti in regioni quali il Mar dei Caraibi ed il Mediterraneo Centrale che per molti aspetti presentano analogie con la regione del Mare di Scotia.

(foto: Ejercito Argentino)

Responsabile scientifico: Marino Russi
Webmaster: R.Iungwirth